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Diletta
il mondo della vita
3 ottobre 2008
You-trop-dem
Premesso che è già da molto tempo che sappiamo di essere in un paese a rischio democrazia, e che Berlusconi contribuisce in maniera notevole ad aumentare questo rischio, anche a livello parlamentare. Premesso che pensare di dialogare con una maggioranza così ampia com'è quella dell'attuale centro-destra,è praticamente ridicolo e lo sapevamo già il giorno dopo le elezioni.
Io mi chiedo, caro segretario Walter: in mezzo a questi pelaghi così burrascosi per l'economia mondiale, in mezzo ad una crisi sociale crescente, ti sembra il caso d'incentrare la discussione politica sullo scarso livello di democrazia pesente in Italia,  tesi che per di più sembra essere la solita minestra riscaldata di una sinistra che davanti ad uno che decide e fa le cose (poi possiamo discutere come le fa), non sa più che dire?



permalink | inviato da Diletta il 3/10/2008 alle 15:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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Curiosità
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Dieci misure di bellezza sono state date al mondo, nove sono
a Gerusalemme.
Dieci misure di dolore sono state date al mondo, nove sono
a Gerusalemme.









Forse un mattino andando in un' aria di vetro

Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, come un terrore di ubriaco.

Poi come su uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà tropo tardi; ed io me n' andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

(Eugenio Montale)

Where is the Life we have lost in living?
( T. S. Eliot)


 Ilibri di Libriamo (in ordine cronologico di presentazione)

_ La clinica dei sogni (Marta Fabi)

_Senza passare dal via. E' un giallo. (Simone Palucci)

_Esperimenti di felicità provvisoria (Matteo B. Bianchi)

_Riso Bianco (Alessandra Corsini)

_Inventario ( Rita Vitali Rosati)

_Tre Carte (Vittorio Scialè)

_Nella terra di nessuno c'erano tutti (Alessandro Salas)

_Rosso Anguria e la Luna (Terry Olivi)



Il telefilm cult del momento (già dalla prima puntata)



Il Telefilm cult dell'esistenza




Amori solo intellettuali


Giacomino


L'infinito

«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare»


Il grandissimo maestro della fenomenologia.

FABER


IL TESTAMENTO DI TITO


T
ito:
"Non avrai altro Dio all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.

Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:

ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.

Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:

quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni

senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:

ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:

Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:

guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:

ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:

nei letti degli altri già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:

io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore".





IL CANNOCCHIALE